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Dic-2016

Luca Anichini – Il paesaggio del Chianti Classico i suoi simboli fra intelletto ed emozione

Eventi, News   /  

Il Giorno 10 Dic 2016, ore 17.30 in Palazzo Malaspina, presentazione del Libro: Il paesaggio del Chianti Classico i suoi simboli fra intelletto ed emozione, di Luca Anichini, Prefazione di Leonardo Rombai.

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Il 24 settembre del 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III dei Medici emana il Bando “Sopra la dichiarazione dé confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra”. Con grande lungimiranza per la prima volta viene legato indissolubilmente un prodotto agricolo al luogo di produzione, indicando i confini oltre i quali i produttori non possono utilizzare tali nominativi ed elevando a garanzia della qualità del vino il nome del territorio in cui viene prodotto.

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Mi piace immaginare questo libro come un grande salone rinascimentale, nel quale si trovano otto finestre, da ognuna delle quali potersi affacciare, per ammirare uno dei simboli che compone il paesaggio
del Chianti: il bosco, i castelli e borghi, la vite, pievi e abbazie, l’olivo, le case coloniche, il cipresso e le ville. Posando maggiore attenzione su quello che più vi affascina. Finestre dalle quali scrutare l’orizzonte, con un’ampia prospettiva, per capire come ognuno di questi elementi, sia architettonici che vegetali, in un lungo processo di oltre un millennio, seguendo le necessità e possibilità del tempo, viene inserito all’interno del paesaggio del Chianti, fino a divenirne un simbolo.
Per capire da diverse angolazioni, come questo lungo processo si sviluppa nel corso dei secoli, ogni simbolo viene analizzato tenendo in considerazione le coordinate storiche, geografi che e delle coltivazioni, tematiche che con fasi alterne condizionano lo sviluppo di questo territorio.
Con la consapevolezza che il paesaggio che oggi possiamo ammirare è il risultato in continuo mutamento, dell’intelletto, della fatica e dell’amore di generazioni di persone che da secoli si succedono in questo territorio. Per poi uscire e andare ad immergersi nell’insieme dei simboli che compongono il paesaggio, avendo acquisito attraverso l’intelletto la capacità di “leggere” il territorio in cui ci troviamo, ampliando l’emozione di vivere il Chianti. Perché credo che il migliore modo di sentire il fascino della geografia, una volta acquisite le conoscenze, sia viverla.

Scheda del Libro

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