12
Giu-2017

Aiazzi

Mostre   /  

Personale d’arte di Antonio Aiazzi

Inaugurazione Sabato 17 Giugno ore 18,00

Il gioco dell’arte

L’espressione artistica di Antonio Aiazzi inizia negli anni ’70 con gli ‘scarabocchi’, giochi grafici spontanei, impulsivi: il lapis traccia linee in libertà comunicando stati d’animo che poi, `a freddo’, pazientemente ritocca, elabora, modifica a china materializzando gli spazi vuoti: il risultato è una forma in negativo rispetto all’origine che mantiene e rafforza la carica vitale ed espressiva nella somma dei due momenti creativi.

Gli ‘scarabocchi’ sono l’incipit del suo cammino, si trova già qui ciò che viene arricchito nel tempo con nuovi strumenti, altri linguaggi, più vasti orizzonti.

Alcuni anni di inattività manuale servono ad Antonio per approfondire interessi storico-filosofici base indispensabile per una consapevolezza che lo conduce nuovamente al ‘gioco dell’arte’ come strumento di comunicazione.

Nascono così le ‘macchie’ come stop di una forma in movimento (`…fissa un attimo di un divenire perenne…’ A.A.).

Ferma l’attimo fuggente nell’eterno mutare degli eventi.

Il suo modus operandi? Quando lento e riflessivo, quando spavaldo e sperimentale: attento alle profondità dell’animo umano, al fascino dell’ignoto o giocoso come un fanciullo carico di curiosità e straripante di fantasia.

`…curiosità continua di fronte a tutto quello che ancora non appare o che si intuisce ci sia, come il fumo continuamente mosso dal vento…’ (confessa Antonio)

Ecco che i suoi lavori si ‘animano’ col variare della luce o cambiando il punto di vista dell’osservatore.

Entrano così in gioco altri ‘protagonisti’ parte integrante dell’opera: la luce che catturata dall’esterno combatte o si fonde con quella intrappolata all’interno ‘muovendo’ la staticità della materia e l’osservatore che spostandosi, opera altre variazioni ed entra nella stessa riflettendosi (…guarda ed è guardato … A.A.).

Negli ‘specchi’ l’autore individua la simbiosi fra l’osservatore e la cosa osservata ‘riproduzione’ della realtà così com’è, nuda e cruda, senza possibilità di contraffazioni, giudizi, opinioni.

I suoi ‘circoli’ o ‘sfere luminose’ rimandano la mente alla perfezione della forma, alla sua purezza, al significato simbolico della linea che nel suo percorso giunge ad abbracciare se stessa racchiudendo il tutto al suo interno.

Infine i ‘video’ di Antonio Aiazzi sono la completa ‘liberazione’ della linea e della forma affrancate dalla staticità per manifestarsi nel loro divenire, nel trascorrere la vita fra nascita e morte.

(Bona Baraldi)

 

ANTONIO AIAZZI – BIOGRAFIA

Antonio Aiazzi nasce a Firenze il 19 aprile del 1943, frequenta il liceo artistico di piazza San Marco e si laurea in architettura a Firenze nel 1972.
Insegna elementi di architettura e materie artistiche fino all’inizio degli anni ’90, presso il liceo artistico di Lucca, scuola d’arte di Carrara, istituto d’arte “Duccio da Boninsegna” di Siena.
Dal 1968 alterna la professione di architetto con quella di pittore e grafico. Prende parte alla vita artistica del suo tempo a Firenze con partecipazione a esposizioni in Italia, ricevendo premi e riconoscimenti.
Nel ’73 fa parte del gruppo “il segno 73” con Nativi, Tredici, Fallani, De Poli e altri.
Una parte della vita viene trascorsa viaggiando un po’ in tutto il mondo, ma il tempo maggiore viene passato in Brasile, dove continua la sua attività artistica ed espositiva, fra colori, luci e suoni forti.
Un tempo questo, sempre pieno di emozioni intense e vigorose, che segneranno definitivamente il suo animo.

0

 "Mi piace" / 0 Commenti
Condividi questo articolo:

Archivio

> <
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec